Nei giorni di Lunedì 22 e Martedì 24 Maggio alla Sala degli Artisti di Fermo i docenti dell’Isc Da Vinci – Ungaretti di Fermo hanno partecipato alla FORMAZIONE DOCENTI curata da Giulia Casagrande, regista marchigiana. Laureata in Cinema al DAMS di Roma 3, prosegue gli studi in Francia dove ottiene i master in Regia e Creazione cinematografica all’Université Paris 8 e il diploma all’Atelier documentaire della Fémis. Ha realizzato il cortometraggio “In futura costruzione” (2011) e il documentario “Clara e le vite immaginarie” (2019) con cui ha vinto il Premio Paris Jeunes Talents del Comune di Parigi (categoria Arti visive) e una borsa di scrittura della regione Ile-de-France con una residenza creativa alla Cinémathèque française di Parigi. Il documentario è stato selezionato in vari festival cinematografici italiani e all’estero. Lavora attualmente a un nuovo progetto di film, selezionato a InProgress 2022, workshop di sviluppo del Milano Film Network.
Nel 2022 realizza il cortometraggio “Verso casa”
La prima lezione verteva sull’inquadratura : grandezze scalari, campo e fuori campo, articolazione dell’inquadratura in una scena, i movimenti di macchina.
Nel linguaggio cinematografico l’inquadratura è l’unità del discorso filmico ed è in stretto rapporto con il piano. Nell’inquadratura il soggetto ripreso è racchiuso all’interno di una bordatura e quindi si mette in evidenza il rapporto tra ciò che di un insieme è mostrato e ciò che invece non lo è, in quanto è fuori dai bordi dell’immagine. In riferimento allo spazio si parla di campo quando i soggetti (persone, ma avvolte animali o oggetti di particolare rilievo) non sono gli elementi più importanti dell’immagine, ma solo una parte di essa o addirittura non vi compaiono affatto. Si parla di piano in riferimento alla figura umana (più raramente può essere un animale o un oggetto) che diventa l’elemento principale dell’immagine. In riferimento alla posizione invece si parla di angolazioni e inclinazioni. Riprendere qualcosa vuol dire anche dover decidere da che punto si vuole guardarla o farla guardare: da lontano, da vicino, dall’alto, dal basso, con dei gradi di inclinazione o di angolazione.
La scena invece è l’insieme di più inquadrature che hanno la stessa unità di luogo e di tempo. Se una persona parla, noi la riprendiamo prima di fronte, poi di lato, infine ancora di fronte. Le tre riprese (fronte / lato / fronte) sono inquadrature, l’insieme delle tre riprese è una scena.
Sono stati indicati i vari campi e piani : campo lunghissimo (C.L.L.), campo lungo (C.L.), campo medio (C.M.), totale (TOT.), figura intera (F.I.), piano americano (P.A.), mezza figura (M.F.), primo piano (P.P.), primissimo piano (P.P.P.), dettaglio (Dett.).
E anche i gradi dell’angolazione: inquadratura frontale (mdp alla stessa altezza dell’oggetto rappresentato), inquadratura dall’alto, o plongèe (mdp al di sopra dell’oggetto filmato), inquadratura dal basso, o contre plongèe (mdp al di sotto dell’oggetto filmato). Sono state analizzate alcune sequenze filmiche tratte dai film tra cui “Rosetta” dei Dardenne e “Ad Astra” di James Gray, ed è stato effettuato un esercizio pratico con videocamera.
Nella seconda lezione si è trattato dello story-board : scrittura di una scena, realizzazione di uno story-board, visionamento e commento degli story-board.
La formatrice ha fatto vedere delle scene del film “Viaggio nella luna” di Georges Melies. Le docenti hanno ideato una storia o una sequenza e disegnato con matite e colori uno story-board ad 8 o più inquadrature : ognuna di loro ha, poi, fatto vedere e commentato il proprio story-board, spiegando la storia e le varie inquadrature.
Sono uscite fuori storie introspettive, thriller/horror, sentimentali.