I Corti

I corti realizzati dagli alunni delle scuole di Roccafluvione, Urbisaglia, Serra De’ Conti e Capodarco rappresentano il punto di arrivo del progetto Controcampo Scuola. 

Dopo aver studiato con gli insegnati e i formatori delle associazioni coinvolte, gli studenti sono riusciti a esprimersi creativamente realizzando dei prodotti audiovisivi utilizzando tecniche variegate e affrontando tematiche che sentono loro vicine.

Buona visione!

ROCCAFLUVIONE

Attraverso un corso di 4 ore per classe incentrato sull’utilizzo consapevole dello smartphone, tutti gli studenti delle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado del IC. DEL TRONTO E VALFLUVIONE hanno avuto l’opportunità di creare video della durata di un minuto che raccontassero il loro territorio di appartenenza.

Durante il corso, sono stati insegnati i rudimenti del linguaggio cinematografico, aprendo agli studenti un mondo di possibilità creative. Uno degli obiettivi del corso è stato quello di sviluppare la consapevolezza dello sguardo. Gli studenti sono stati incoraggiati a guardare attentamente il mondo che li circonda, andando oltre una visione superficiale. Attraverso le riprese video, hanno imparato a cogliere i dettagli, a notare le sfumature e a esplorare le differenze essenziali tra vedere e osservare. Questa consapevolezza li ha aiutati a creare video più significativi e coinvolgenti, in grado di trasmettere emozioni e storie autentiche.

Durante il corso, i ragazzi hanno studiato il cinema delle origini e sono stati invitati ad emulare i grandi maestri del passato. Hanno imparato i fondamenti della composizione visiva, esplorando l’uso delle inquadrature, dei movimenti di macchina e della messa a fuoco per creare effetti visivi sorprendenti. Hanno anche approfondito l’importanza dei gradienti fotografici, apprendendo come l’uso appropriato della luce, del colore e del contrasto può influenzare l’atmosfera e il significato di un’immagine.

Attraverso l’esercizio di realizzare un minuto di piano sequenza, gli studenti hanno potuto mettere in pratica le conoscenze acquisite. Hanno imparato a pianificare attentamente le loro riprese, a mantenere la coerenza visiva e a creare una narrazione continua senza interruzioni. Questo esercizio ha richiesto concentrazione e precisione, spingendo gli studenti a lavorare con attenzione ai dettagli e alla fluidità delle loro riprese.

I risultati ottenuti durante il corso hanno dimostrato che gli studenti hanno sviluppato un nuovo modo di guardare il mondo. Hanno imparato a guardare in modo meno passivo e a cogliere le sfumature visive che li circondano. Questa nuova consapevolezza ha avuto un impatto non solo sulle loro produzioni video, ma anche nelle loro esperienze quotidiane. Gli studenti hanno acquisito strumenti che torneranno utili nelle componenti digitali delle loro vite, permettendo loro di comunicare in modo più efficace e creativo.In conclusione, attraverso un corso incentrato sull’utilizzo consapevole dello smartphone come strumento di produzione media, gli studenti hanno avuto l’opportunità di esplorare il linguaggio cinematografico e di creare video che raccontano il loro territorio di appartenenza. Grazie a questo percorso, hanno acquisito una consapevolezza dello sguardo più profonda, imparando a guardare attentamente il mondo che li circonda e a comprendere le differenze essenziali tra vedere e osservare.

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CAPODARCO di fermo

Presso l’Istituto Superiore di Cultura “Da Vinci-Ungaretti” sono stati organizzati due laboratori per gli studenti: il laboratorio “Booktrailer” presso la sede di Torre di Palme e il laboratorio “Videoclip” presso la sede centrale a Fermo. Entrambi i laboratori hanno utilizzato il cellulare come strumento di ripresa, mettendo in evidenza il livello di qualità elevato raggiunto da questo dispositivo, che risulta anche intuitivo e vicino al mondo giovanile. Si è voluto focalizzare l’attenzione sull’uso corretto e tecnico del cellulare, non solo per selfie o riprese banali, ma come una vera e propria telecamera professionale per la realizzazione di film, cortometraggi e videoclip musicali.

Il laboratorio “Booktrailer” è stato suddiviso in una parte teorica e una parte pratica ed è stato curato da diverse figure professionali. Simone Paglialunga, filmaker, si è occupato della formazione teorica, delle riprese e del montaggio. Gabriele Claretti, attore e regista teatrale, si è occupato della stesura della sceneggiatura, della preparazione attoriale degli studenti e degli aspetti teorici del soggetto. Andrea Cardarelli, art director, si è dedicato agli aspetti teorici delle inquadrature, delle riprese e della logistica e del coordinamento.

Il progetto aveva come obiettivo la realizzazione di un booktrailer, ovvero un breve estratto di un libro, per unire cinema e letteratura attraverso nuovi linguaggi audiovisivi. Il booktrailer doveva sintetizzare in pochi minuti le atmosfere, le emozioni e l’essenza del libro, al fine di catturare l’attenzione dei potenziali lettori, incuriosendoli e orientandoli nella scelta. Non si trattava di un semplice riassunto del libro, ma di una sintesi mirata che suggerisse i temi e le situazioni attraverso un linguaggio evocativo anziché descrittivo, lasciando spazio all’immaginazione del lettore. L’obiettivo didattico del laboratorio era duplice: da un lato, stimolare gli studenti alla lettura e alla comprensione del testo letterario attraverso la sua trasposizione visiva; dall’altro, approfondire la conoscenza del linguaggio cinematografico, esplorandone le possibilità narrative e fotografiche.

Nelle prime lezioni è stato fornito un excursus introduttivo sulla storia del cinema, sui piani, sui campi e sulle inquadrature. Successivamente, è stato analizzato il ruolo della sceneggiatura e del soggetto, evidenziando le differenze tra un trailer cinematografico e un trailer di un libro. Sono stati visionati anche trailer di film e di libri. Nel frattempo, gli studenti sono stati intervistati davanti a una telecamera per conoscere i loro interessi, i loro libri preferiti o gli ultimi libri letti.

Durante il processo, sono state condotte interviste agli studenti davanti a una telecamera al fine di conoscerli meglio e comprendere i loro interessi, i libri preferiti e le letture recenti. Dopo vari incontri, è stato selezionato il romanzo “Cuori di carta” della scrittrice Elisa Puricelli Guerra, che gli studenti avevano precedentemente incontrato online. Da quel momento, si è iniziato lo studio del testo, analizzando le parole chiave, le scene più significative, i personaggi e le ragioni della scelta. È stato redatto uno storyboard e una sceneggiatura, e sono stati individuati gli attori che avrebbero interpretato i personaggi del romanzo, sia tra gli studenti che tra gli insegnanti e il personale scolastico.

Per quanto riguarda le location, sono state selezionate diverse ambientazioni, tra cui la scuola, il borgo di Torre di Palme, la biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo e la Comunità di Capodarco (ripresa dal drone). Poiché si stava realizzando un booktrailer e il libro scelto presentava caratteristiche di un epistolario, si è optato per una voce fuori campo con piccole sequenze dei momenti salienti della storia.

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Serra de' conti

Vivremo assieme ai docenti Benedetta Sani e Matteo Giacchella l’esperienza complessa e affascinante di far nascere un breve audiovisivo attraverso la tecnica della STOP MOTION. Un percorso che prenderà avvio dalle singole sensibilità di ognuno fino ad incontrarsi e armonizzarsi nel lavoro di gruppo, per indagare una tematica legata al territorio e dare forma agli immaginari di tutti. 

La produzione finale sarà dunque un elaborato audiovisivo breve (cortometraggio) per ogni classe che sarà restituito nella giornata finale del 28 maggio 2023 all’interno di Nottenera Junior.

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urbisaglia

Il percorso formativo proposto dal Teatro Rebis è stato incentrato sullo studio dell’ombra, intesa come origine delle animazioni che portano allo sviluppo stesso dell’arte cinematografica, e come iniziale suggestione per l’ideazione del lavoro che si è condotto nella realizzazione del cortometraggio, intitolato appunto “L’ombra bianca della strega”.

Si è infatti arrivati a definire una sorta di controcampo drammaturgico sulla fiaba antica di Hansel e Gretel, inizialmente proposta a tutte le classi coinvolte, come lettura animata e come racconto che dall’oralità attraversa i secoli, toccandoci ancora profondamente per le immagini e le simbologie umbratili che suggerisce. In particolare si è fatto riferimento agli albi “Hansel e Gretel” edito da orecchio acerbo e sapientemente illustrato ‘al nero’ dal maestro Lorenzo Mattotti; e poi a “La vera storia della Strega Cattiva” edito da terredimezzo, scritto da Luca Tortolini e illustrato da Maja Celija.

La fiaba è stata trattata anche attraverso la tecnica teatrale delle ombre. L’intera narrazione è stata ripresa mentre i bambini ne animavano le ombre, manovrando siluette ritagliate e fonti di luce.

Nelle lezioni teoriche è stata trattata specialmente l’origine del cinema, il cosiddetto precinema, anche attraverso antichi gli giochi ottici, gli esperimenti e gli intrattenimenti legati alla proiezione di immagini e al movimento illusorio, fino alla prima proiezione pubblica del cinematografo. E’ stata inoltre proposta la visione di alcuni dei primissimi esiti delle ricerche sulle immagini in movimento su pellicola, sia fotografici che di disegno. Abbiamo poi posto l’attenzione su capolavori del cinema muto e in particolare sulla figura di Charlie Chaplin, per poi procedere ad un’analisi comparata con i mezzi e le espressioni dell’audiovisivo nell’ambito contemporaneo.

L’approccio educativo, anche quando frontale, è stato di tipo maieutico, e si è cercato di partire sempe dall’esperienza e dal punto di vista intuitivo dei bambini, per poi procedere alla trattazione degli argomenti, tramite anche fasi più laboratoriali, in cui i bambini hanno potuto osservate e interagire con dispositivi video antichi e moderni.

La finalità delle varie azioni adottate, oltre alla trattazione dei temi proposti, è stata quella di acuire lo sguardo dei bambini, attraverso l’osservazione e l’ascolto delle suggestioni che nascevano dalle ombre, studiate sia in quanto fenomeno fisico, che come evocazioni immaginifiche; dunque sia come proiezioni di figure data una fonte luminosa, sia come quella componente emozionale che, metaforicamente, riguarda ciascuno di noi.

Il lavoro di riflessione è stato coadiuvato da esercizi di concentrazione e di recitazione e dalla pratica di tecniche della rappresentazione. Dal compendio dei pensieri e delle manifestazioni di adesione dei bambini è stata infine prodotta una scrittura originale per una versione anche in forma di spettacolo dal vivo del tema trattato, di cui l’omonimo cortometraggio, rappresenta anche una forma poetica  di documentazione dell’intero  percorso.

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